Newsletter novembre 2017

Milan Kundera ribadiva che «la stupidità della gente deriva dall’avere una risposta per ogni cosa.

La saggezza deriva, invece, dall’avere una domanda per ogni cosa».

«Non ho particolari talenti, sono solo appassionatamente curioso». Così diceva di sé Albert Einstein

. La curiosità può avere due connotazioni: buona e cattiva, legittima e illegittima, lodevole e controversa. La curiosità buona, virtuosa, ha spinto e accelerato l’evoluzione intellettuale umana. È la curiosità che guida l’educazione, l’esplorazione e tutto quello che c’è di eccitante e stimolante nelle nostre vite. Allo stesso tempo, però, dobbiamo essere pienamente consapevoli degli aspetti negativi della curiosità, in particolare quando ne siamo l’oggetto. C’è una domanda sulla quale vale la pena di riflettere.Con l’avvento dei motori di ricerca veloci, con l’esistenza di Wikipedia e con un accesso alle informazioni che è ormai a portata di dito, non c’è il pericolo che il senso di mistero vada perduto e che la curiosità (quella buona) si indebolisca o si estingua del tutto? YouTube, Twitter e Wikipedia erodono la nostra capacità di restare stupiti? Questa era almeno in parte l’opinione espressa in un articolo intitolato «Insegnate bene ai vostri bambini: staccateli dalla tecnologia», pubblicato il primo gennaio 2016 sul «Wall Street Journal». Le preoccupazioni come questa permeano il programma educativo Waldorf, che si basa sulle idee formulate dal filosofo austriaco Rudolf Steiner. Questa pedagogia pone l’accento sul ruolo dell’immaginazione e degli esperimenti pratici nel processo d’apprendimento; di conseguenza, nelle scuole Waldorf i computer non vengono introdotti prima che gli studenti abbiano raggiunto l’adolescenza. A questo proposito ringrazio la pedagogista Anna (amica di Fiorella) per avermi dato in dono il librodal titolo “EDUCARE ALLA LIBERTA La pedagogia di Rudolf Steiner”, illuminante per la crescita dei nostri bimbi. Concludo conl’ironia di Umberto Eco: «una volta chi doveva fare una ricerca andava in biblioteca, trovava dieci titoli sull’argomento e li leggeva. Oggi schiaccia un tasto del suo computer, riceve una bibliografia di diecimila libri, e rinuncia».

Giovedì 02 abbiamo ricordato Marisa: al Tabasamu C. il pensiero è costantemente rivolto a LEI perché ci infonde serenità ed energia nel continuare lo sviluppo di quanto ha voluto, dando un senso alla nostra vita. Ti sentiamo vicina!!!

Sabato 04 abbiamoritirato 10 pacchi inviati da Marzia R.(con i suoi amici)da Parigi: una raccolta di vestiti. Grazie!!!

Lunedì 06iniziato e concluso Giovedì 30, con il TeacherJames di Gongoni, un corso di danze e canti Giriama ai ragazzi selezionati all’interno del programma “Summer Camp” per il recupero delle tradizioni dell’etnia Mijikenda.

Martedì 07 abbiamo iniziato la costruzione dell’ultima aula(l’ottava) della primary school; a fine mese mancano solo le tinteggiature: la vicinanza del S. Natale fa sì che moltissime persone ci chiedono di venire a lavorare.

Mercoledì 08è venuta a trovarci Sarah dal Belgio. Ci ha donato tanto foodche ci consentirà di programmare il lunch da gennaio a tutti i 360 bambini che avremo e la colazione per i bimbi della scuola materna; inoltre altri libri per le classi della primary school, tanti quaderni, matite e gomme.Grazie!!!

Venerdì 17 sono state ritirate le nuove magliette per i volontari, benefattori e per tutti quelli che desiderano averle. Scrivete a Solidarieta Kenya Onlus o chiamate Patrizia e Alberto, per averle.

Lunedì 20 completata la porta del tabernacolo in mosaico, eseguita dall’artista Ugo Farina(zio di Andrea),donata dagli amici-benefattor iLuisella e Andrea, Gianni e Gabriella, inoltre anche Tiziana (sorella di Andrea) e Beringardi.

Lunedì 27 abbiamo costruito un muro che divide l’area sanitaria da quella scolastica, come da richiesta dall’ispezione degli Officer del Ministero della Salute, per garantire privacy alla struttura sanitaria, rispetto all’attività scolastica.

Giovedì 30 Abbiamo ceduto tutte le capretteai nostri lavoratori: con la carestia dovuta alle mancanze di piogge nel 2016, poco alla volta si sono ridotte a 21. Nel frattempo sono servite anche a soddisfare il cibo chiamatopilau (riso e carne di capra) di cui vanno ghiotti i bimbi. Ma la decisione è dovuta soprattutto al fatto che lo sviluppo del Tabasamu con l’incremento dei bimbi, ha ridotto l’area ad erba,necessaria per alimentare gli animali. Infine abbiamo aderito allarichiesta (corretta) degli officer di non mettere a contatto i bimbi (soprattutto i piccoli della nursery) con gli animali, per igiene. Se vogliamo avere animali, dovremo prevedere un’area a disposizione completamente separata dal plesso scolastico e sanitario. Anche le mucche Vincenzina e figlia, già spostate da tempo a Magarini, verranno cedute. L’autosostentamento, sempre in crescendo,si concretizza con le coltivazioni (mais, verdure e frutta), i lavoretti (braccialetti, collane, tovagliette) realizzati dalle maestre della scuola materna, la cessione (a prezzo politico) di vestitiricevuti(misure adulti), oltre a modesti contributi da parte della maggior parte dei genitori degli alunni e dai pazienti adultiche vengono a farsi visitare e a cui vengono consegnate anche le medicineper curarsi (non esistono farmacie).

Avete già pensato al regalo di Natale? perché non prendete i nostri libri?:“UNA VITA TRASCORSA INSIEME”(struggente percorso della storia che ci ha legati al destino fatale di Marisa) e “SOLIDARIETA (senza accento) costume, attualità e il contesto mondiale in cui stiamo operando LA SVOLTA”. Vi verranno recapitati direttamente a casa con bollettino postale per l’offerta.Un modo per aiutate l’Associazione! Ordinateli con una mail!!! Grazie.

DOMENICA 03 DICEMBRE 2017 ALL’ELMEPE DI ERBA SAREMO A: “COMMERCIANTI PER 1 GIORNO – MERCATINO DELLE OCCASIONI”.VI PREGO DI PARTECIPARE NUMEROSI, PER SOSTENERE IL NOSTRO STAND, IN CUI TROVRERETE TANTA OGGETTISTICA KENIOTA PER TANTI SPLENDIDI REGALI NATALIZI.

VI RICORDO IL NOSTRO IBAN: IT 90 C 03111 51270 000000000156

INFORMAZIONICULTURALI: IL NOSTRO STILE, LA NOSTRA MISSIONE, LA NOSTRA FILOSOFIA DI VITA

DAL KENYA (8)

Informazioni tratte dal portale italiano in Kenya:

1.Ufficialmente iniziata il 1° novembre la "fase due" dell'adeguamento dello scalo internazionale malindino agli standard per ospitare i boeing provenienti direttamente da altre nazioni ed altri continenti.Buone notizie per quelle linee aeree, Ethiopian Airways in testa, ma anche Rwanda Air e Qatar, che stanno già pensando a Malindi come rotta internazionale o scalo da aggiungere nelle possibilità di percorsi in Africa.

2.Finalmente dopo cinque mesi di agitazioni sindacali, è terminato lo sciopero nazionale degli infermieri e infermiere in Kenya.Gli oltre 20 mila infermieri, in gran parte donne, avevano iniziato a scioperare nel dicembre del 2016, con una grande manifestazione a Nairobi. L’astensione dal lavoro del personale ospedaliero, unito talvolta a proteste sporadiche di medici ed altre categorie di lavoratori del settore sanitario pubblico, hanno creato non pochi problemi specialmente nelle grandi strutture pubbliche e per i poveri che non si potevano permettere, in casi urgenti ed estremi, di accedere alla sanità privata. 3.Nairobi è una delle cento città più accoglienti del mondo, secondo una graduatoria stilata da uno dei più importanti siti internet di viaggi e turismo, l'olandese Travelbird.Nairobi si è classificata al novantatreesimo posto, davanti ad una grande metropoli africana come Il Cairo e a tutte le altre capitali del Continente. Infatti solamente Marrakesh (quarantasettesima) e Johannesburg (ottantesima) che però non sono capitali, si sono classificate meglio di Nairobi.In ogni caso è la prima volta che la capitale del Kenya viene annoverata tra le prime cento a livello internazionale.

4.Stop del Governo agli orfanotrofi in Kenya. Non verranno rilasciate nuove licenze per i children center fino a data da destinarsi. La decisione arriva dal Ministro della Comunità dell'Est Africa, del Lavoro e della Protezione Sociale del Kenya, Phyllis Kandie. In un documento ufficiale, il Ministro annuncia che la sospensione delle registrazioni per le "Charitable Children Istitutions" è di fatto esecutiva e si protrarrà sine die, ovvero fino a quando non saranno risolte alcune questioni che riguardano la tutela e sicurezza dei bambini e delle loro famiglie. Infatti è cosa nota che in Kenya, in quasi tutti quelli che noi chiamiamo "orfanotrofi", di fatto gran parte dei piccoli ospiti in realtà abbiano genitori o parenti che potrebbero accudirli, ma scelgono una situazione più confortevole per loro e meno dispendiosa per molte famiglie che fanno fatica a crescere i loro piccoli. Così facendo però, si legge nella nota del Ministero, vengono meno le condizioni di assistenza e i presupposti per cui questi centri dovrebbero operare. Ma soprattutto la decisione è stata presa dopo aver verificato che alcuni di questi presunti orfanotrofi sono coinvolti in diverse tipologie di condotte non chiare e illegittime, come ad esempio il traffico di minori. Capita spesso infatti, nella cronaca keniana, di assistere alla chiusura di un "Children Center" proprio perché non rispetta le sue funzioni, o perché si rivela una sorta di "specchietto per allodole" per attirare donazioni e far girare interessi e denaro.

5.Le potenzialità del Kenya nel campo della ricerca archeologia sono note, anche se soprattutto si tratta di quelle di terra, collegate soprattutto agli importanti ritrovamenti che riguardano nostri proto-antenati nella zona del Lago Turkana. Più recente è invece l'approccio del Paese all'archeologia marina, per cercare segni del passaggio delle tante spedizioni via mare che possono aver fatto naufragio nella porzione africana dell'Oceano Indiano, con i loro carichi spesso molto preziosi.

6.E' morta la donna più anziana del Kenya.ElizabethGathoniKoinange aveva 117 anni, tra le più longeve del pianeta. Solitamente, in Africa, l'età dichiarata è sempre minore di quella effettiva, perché parte dalla registrazione dell'atto di nascita che ancora oggi, nelle aree remote del Paese, avviene durante il battesimo o comunque dopo la prima visita del bambino in un ospedale governativo. Così Elizabeth, vedova di uno dei grandi governatori distrettuali dell'era coloniale e post coloniale, MbyuKoinange, se n'è andata il 09 novembre nel sonno, alla veneranda età di 117 anni. Era nata nel distretto di Kiambu proprio nel 1900.

7. "Malindi patrimonio mondiale di storia e cultura". L'organizzazione internazionale punta sulla destinazione per farne un centro importante. Malindi cerca la sua identità di destinazione d'interesse non solo turistico, ma anche di richiamo internazionale per associazioni, organizzazioni, ricercatori, aziende che investono in settori paralleli e che comunque creano indotto anche per il mercato dell'accoglienza alberghiera e tutto il suo indotto. Da quando il Ministero del Turismo del Kenya ha deciso di differenziare le destinazioni e ormai Watamu per via della tipologia dei suoi resort e servizi sta diventando la cittadina vacanziera per antonomasia di tutto il Kenya marino, Malindi viene indirizzata come cittadina di servizi, di business, di conferenze e viaggiatori consapevoli. Ma c'è un'altra deriva molto importante e in crescita: quella della storia, della cultura, del recupero delle tradizioni e della ricerca archeologica e antropologica.La magia di Malindi infatti deriva anche dalla sua storia particolare, che ne ha creato un'aura unica, quella del luogo dove approdato dapprima i navigatori arabi e persiani, poi commercianti cinesi e indiani, e infine gli europei con i portoghesi in testa. L'UNESCO ha espresso interesse a fare campo a Malindi per farne il centro di interesse storico e di recupero delle tradizioni e della cultura di tutto il Kenya.

8. La Corte Suprema il 20 novembre ha espresso il verdetto:questa volta non ha ritenuto pertinenti i due ricorsi presentati contro la rielezione di Uhuru Kenyatta; il 28c’è stata la cerimonia d’insediamento.Il Kenya ritrova stabilità, mercati e scellino pronti a riprendersi. Dopo la sentenza della Corte Suprema c'è cauto ottimismo tra gli economisti del Paese.

DAL MONDO (10):

1.Un recente sondaggio Pew condotto in 38 Paesi su un vasto campione (42 mila intervistati) mostra una crescente confusione di valori.L’uomo potenziato da Internet e imbevuto di cultura della disruption(rottura) è affascinato dalla democrazia diretta: il popolo che decide direttamente, al posto dei parlamenti, sulle leggi principali. E molti preferiscono essere amministrati da esperti, anziché dai politici eletti. Se a una prima domanda generica un rassicurante 80% vede positivamente la democrazia rappresentativa, poi ben il 70% dice di preferire il voto diretto dei cittadini rispetto a quello dei loro eletti su tutte le grandi questioni nazionali. Molti devono avere idee confuse sulla democrazia perché c’è anche un 43% che vuole affidarsi agli esperti. Le percentuali degli Usa e dell’Europa, Italia compresa, non sono lontane da queste medie. Numeri che non vanno presi per oro colato, certo, ma sui quali si deve riflettere. Anche perché non è la prima volta che emerge un crescente distacco dai valori democratici, soprattutto tra i giovani.

2.Si è tenutaa New York la classica maratona, partita ufficialmente dopo il via alla gara delle donne professioniste seguito da quello per gli uomini e gli oltre 50 mila concorrenti, lungo i 42 km e cinque distretti di New York di percorso, circondati da un pubblico di 2,5 milioni di spettatori. Gli italiani circa tremila, il secondo gruppo più numeroso dopo gli americani.L’americana ShalaneFlanagan ha vinto la competizione femminile mettendo a segno un tempo di 2 ore 26 minuti e 54 secondi. È la prima statunitense a conquistare il titolo dal 1977. È arrivata seconda la keniana Mary Keitany dopo aver vinto le precedenti tre edizioni della corsa. Al terzo posto l’etiope MamituDaska. La prima italiana alla finish line è Sara Dossena, al sesto posto con 2 ore 29 minuti e 39 secondi.

3.Tra una decina d’anni internet potrebbe essere «mille volte più veloce grazie a un particolare tipo di minerale, la«perovskite». A raccontare le potenzialità del materiale, rinvenuto per la prima volta nel 1839 nei monti Urali in Russia, è una ricerca dell’Università dello Utah.I componenti creati con la perovskite sarebbero in grado di «operare nello spettro dei terahertz invece che in quello dei gigahertz». La perovskite, che deve il suo nome a LevPerovskiy, ex Ministro della Corte Imperiale russa, grande collezionista di minerali, è un cristallo opaco a forma cubica, formato da ossidi di carbonio e di titanio. La sua particolarità è quella di essere un ottimo conduttore e di avere una grande capacità di assorbire la luce, tanto da essere considerato anche un possibile sostituto del silicio.

4.World Economic Forum, si prepara al prossimo appuntamento di Davos, dal 23 al 26 gennaio 2018: i sette copresidenti dell’incontro saranno tutte donne. Da Christine Lagarde, numero 1 del Fondo monetario internazionale, alla «nostra» Fabiola Gianotti, direttrice generale del Cern di Ginevra; da Ginni Rometty, prima donna a capo di Ibm, alla premier norvegese Erna Solberg; da SharanBurrow, segretaria generale della Confederazione internazionale del sindacato (Ituc) a ChetnaSinha, in testa alla Fondazione indiana Mann Deshi; per chiudere con Isabelle Kocher, amministratrice delegata del gruppo francese Engie.Le sette presidenti avranno il compito di formare il programma e di guidare le discussioni e i gruppi di lavoro. Il tema sarà «Creare un futuro condiviso in un mondo fratturato». L’ambizione è di andare alle radici delle fratture sociali e di trovare soluzioni concrete con i 2.500 capitani d’industria e di governo che si riuniranno a Davos.

5.Sono sempre più numerose le meraviglie naturali del mondo minacciate dai cambiamenti del clima. L'allarme è stato lanciato dall'Iucn (Unione internazionale per la conservazione della natura) nel suo ultimo rapporto sui rischi che riguardano i siti naturali Patrimonio dell'umanità: uno su quattro rischia danni permanenti. In tre anni le realtà considerate in pericolo sono quasi raddoppiate, passando da 35 a 62.Il dossier è stato presentato durante la Conferenza Onu sul clima Cop23 organizzata a Bonn. Tra i patrimoni naturali più a rischio figurano il Parco nazionale delle Everglades negli Stati Uniti e il lago Turkana in Kenya. 6. Nella Silicon Valley non c’è spazio soltanto per progetti visionari, nuove startup e innovazione. Anche la religione inizia ad avere un ruolo tutto suo, chiaramente sempre legato in maniera indissolubile al mondo della tecnologia. È il caso particolare di Way of the Future, vero e proprio culto fondato da Anthony Levandowski nel 2015.L’idea dell’ex ingegnere di Google si rifà certamente a quella della Singolarità, secondo cui in futuro le macchine riusciranno a risolvere problemi molto più rapidamente e in maniera efficace degli uomini, arrivando a soluzioni migliori per tutti.

7. Rivoluzione Russa, 100 anni fa la caduta del Palazzo d’Inverno e la presa del potere dei bolscevichi. Era il 7 novembre del 1917 (il 25 ottobre secondo il calendario giuliano).A portare Lenin al potere, alla fine, non sarebbe stato un moto rivoluzionario, ma un colpo di Stato.

8.L’11-11, in Cina, è il giorno delle persone single. Lo è dal 2009, anno in cui è stato istituito. Un giorno ideale per farsi dei regali. È un po’ la risposta all’occidentale Black Friday. A sfruttare (dal punto di vista commerciale) questa nuova abitudine è stato sin da subito Alibaba, gigante dell’eCommerce del Dragone. Il primo evento risale al 2009, e l’11 novembre di quell’anno, sulla piattaforma di Alibaba, si presentarono solo 27 brand. Le cose sono cambiate notevolmente nel corso di questi otto anni. Il record fatto segnare è pesantissimo: 25,3 miliardi di dollari in 24 ore di transato. Una cifra che ha raddoppiato le vendite combinate durante i giorni di Black Friday e Cyber Monday negli Stati Uniti (12,8 miliardi di dollari nel 2016).

9.È nata Asgardia, la prima nazione «spaziale». Fondata nel 2016, ha lanciato nello spazio un micro satellite, il primo nucleo del suo territorio interamente spaziale. Asgardia, che prende il nome dalla mitica città di Odino, si pone come un esperimentoscientifico che ha l'obiettivo di «Unire la futura umanità rendendola trans-etnica, transnazionale, transreligiosa, etica e pacifica, basandosi sull'uguaglianza e la dignità di ogni essere umano». In poche parole, vuole creare un nuovo quadro giuridico per lo sfruttamento pacifico dello spazio, libero dal controllo delle nazioni della Terra ma anche proteggere l'umanità e la Terra «dalle minacce che arrivano dallo spazio, come detriti spaziali, tempeste geomagnetiche innescate dalle particelle espulse dal Sole e collisioni di asteroidi».

10. «È paradossale. I media esercitano la loro libertà con un vigore mai visto prima alla ricerca della verità dei fatti, eppure perdono peso e credibilità: nonostante le minacce, Donald Trump non ha varato leggi liberticide, ma con le sue continue campagne denigratorie a base di tweet rende la verità irrilevante». Floyd Abrams,monumento vivente della difesa della libertà di stampa in America da quando, nel 1971, difese il New York Times per la pubblicazione dei PentagonPapers sulla guerra in Vietnam, il celebre avvocato del Primo Emendamento della Costituzione, quello che in America garantisce un illimitato diritto al free speech, nella sua vita professionale ha visto di tutto. Ma non avrebbe mai immaginato che alla Casa Bianca potesse arrivare un presidente che istituzionalizza le fake news.

DALL’ITALIA (9):

1.Il 13 novembre è stata celebrata nel mondo la giornata della cortesia. Ne ha parlatoCristina Milani in «La forza nascosta della gentilezza». Essere gentili, prima di tutto con se stessi. Fare ciò che fa bene al nostro corpo e al nostro umore, coltivare l’empatia e il sorriso, rendere sempre accogliente il posto dove stiamo. È questo quello che ci insegna laneo eletta presidente del World KindnessMovement, il movimento mondiale per la gentilezza. Una ricerca compiuta dalla Hebrew University in Israele, parla di un gene denominato AVPR1A che, quando compiamo un atto gentile, rilascia nel nostro cervello neurotrasmettitori che producono una sensazione di benessere fisico. Ecco che esseregentili fa bene al mondo ma soprattutto a se stessi.«Mettersi nei panni dell’altro» è lo strumento per diffondere gentilezza: essere in grado di immedesimarsi nelle emozioni altrui, sentire gli stati emotivi che ci vengono comunicati. Imparare a chiedere scusa all’altro senza pensare che questo sia un segno di debolezza. Nel contempo occorre non essere falsi gentili, ne ipocriti, mascherati dalla falsa gentilezza, ma sinceri a costo dell’empatia.

2.Una disperata rassegnazione. La rassegnazione al vuoto politico, alla mancanza di qualunque idea generale cui si cerca di supplire con le «parole forti», con la frase ad effetto, talora più semplicemente con l’ingiuria; la rassegnazione a un dibattito ridotto a scambio di battute nei 140 caratteri di un twitter, a una personalizzazione esasperata dove quella che di solito manca è proprio la personalità. Si tratta di una patologia che a suo modo è lo specchio di analoghi fenomeni degenerativi presenti nelle istituzioni e nel corpo del Paese reale.Per la tenuta civile di un Paese serve la politica. Perché è solo nella politica, negli uomini e nelle donne che le prestano il proprio volto, che una società democratica trova la sua prima e più ovvia auto- rappresentazione. In tutto ciò che la politica è chiamata a fare, a decidere, a dirigere: che ai nostri giorni equivale direttamente o indirettamente a quasi tutto. Alla fine, insomma, la realtà e l’immagine dell’Italia sono la realtà e l’immagine della sua politica, c’è poco da fare. E sull’una come sull’altra bisogna ammettere che essere ottimisti non è tanto facile.

3.La proposta della 48esima edizione delle Settimane Sociali dei Cattolici italiani (che si è svolta alla fine di ottobre scorso, a Cagliari) è che proprio la nuova centralità del lavoro segni la via che dobbiamo percorrere, diventando il cardine di una inedita alleanza intergenerazionale capace di salvare i nostri figli dalla stagnazione e gli anziani da una progressiva perdita di protezione.

4.Le nuove tecnologie, la ricerca scientifica per il futuro del Paese, la dimensione internazionale e la salute globale: sono le sfide, importanti e certamente stimolanti, che abbiamo davanti. L’orizzonte è quello di una Medicina di Precisione, personalizzata, in cui le caratteristiche individuali (genetiche, immunologiche, del mondo microbico che ci accompagna) e della malattia guidano la diagnostica e la terapia. La seconda sfida è costituita dall’educazione alla ricerca scientifica, fondamentale per rispondere ai bisogni di salute. La terza sfida è la dimensione internazionale. Intesa innanzitutto come mix di culture diverse che si incontrano in un unico luogo, e che allargano gli orizzonti. Con queste sfide come obiettivi ambiziosi, all'Humanitas University abbiamo impostato la formazione dei futuri medici, infermieri, fisioterapisti. Così ha detto l'immunologo e direttore scientifico IRCCS (Istituto Clinico Humanitas e docente Humanitas University) Alberto Mantovani.

5. La storia recente del nostro Paese è tutta racchiusa nella diversità dei destini delle ultime tre generazioni. Quella del dopoguerra ha lavorato con passione e speranza creando una grande ricchezza diffusa per sé e i propri figli. Poi è arrivata la generazione del baby boom — cresciuta col benessere e investita dal vento forte della globalizzazione neoliberista — che, partita piena di speranze, lascia di fatto in eredità molti debiti e pochi figli. Ora è arrivata la generazione dei Millennials, cresciuti in un mondo di aspettative discendenti e purtroppo spesso costretti alla scelta tra emigrare o stare in panchina.

6. L’11 e il 12 novembre ElleActive, il forum organizzato dal mensile Elle, ha proposto laboratori interattivi, tutorial, seminari, one-to-one, discorsi motivazionali. Esperte ed esperti, psicologhe e psicologi, formatrici e formatori affrontano i grandi e i piccoli temi della vita e del lavoro.Barbara Mapelli ha svolto un intervento dal titolo Tra uomini e donne, le parole:Tra noi ci sono parole che mancano, parole che assumono significati diversi secondo chi le pronuncia e come le pronuncia, parole che ci sembrano “brutte”, parole che non vogliamo modificare o parole che dobbiamo modificare, parole tutte da inventare oppure da svuotare e riempire di sensi diversi da quelli che hanno avuto finora e che forse ci offendono o comunque non ci rappresentano.Tra noi, tra donne e uomini, il linguaggio è un problema. Lo sappiamo e sappiamo anche che è inevitabile: le parole che usiamo sono state “inventate” da un sesso solo e per esprimere necessità e comunicazioni tra uomini. Il linguaggio è flessibile e deve rispecchiare i bisogni del tempo in cui vive, ne abbiamo recentemente inventata una per dire di una tragedia che forse è antica ma ha purtroppo forme proprie nella contemporaneità, abbiamo inventato la parola femminicidio.

7. Era alle soglie della sua morte, nel 2011, quando Steve Jobs faceva una dichiarazione che può essere assunta a suo testamento ideale: «La tecnologia da sola non basta. È il matrimonio tra la tecnologia e le arti liberali, tra la tecnologia e le discipline umanistiche a darci quel risultato che ci fa sorgere un canto nel cuore». Era in pratica la sintesi simbolica della necessità del ritorno alla figura dell’«ingegnere» rinascimentale, cioè di colui in grado di connecting the dots, «unire i punti». Concludeva sempre Steve Jobs: «Non si possono unire i punti guardando avanti, si possono unire solo guardando indietro». Fuor di metafora, per inoltrarci nel futuro e in una conoscenza sempre più acuta e profonda dell’essere e dell’esistere è indispensabile un ponte tra presente e passato, tra classicità e modernità, tra patres e posteri, tra arti e scienze, tra storia e tecnica.Gianfranco Ravasi, «Adamo, dove sei?», Vita e Pensiero, pp. 88,in libreria dal 17 novembre.Nuove domande per una nuova era. Così la ricerca ci spiega il presente. Questa la prolusione del cardinale Gianfranco Ravasi per l’apertura del nuovo anno accademico dell’Università Cattolica. «Costruiamo ponti per inoltrarci nel futuro».

8. L’America di Trump (ma c’erano avvisaglie anche all’epoca di Obama) latita, si è data alla macchia, nessuno sa dove sia. Carlo Bastasin (Il Sole 24 ore, 3 novembre) ha segnalato l’assordante silenzio degli Stati Uniti nella vicenda catalana. In altre epoche, nessuno, a Bruxelles, a Madrid o a Barcellona, avrebbe potuto decidere alcunché senza fare i conti con l’America. Oggi, in questa come in altre partite cruciali per il destino dell’Europa c’è un giocatore in meno: gli Stati Uniti si occupano d’altro. È un bene, pensano gli antiamericani: l’assenza dell’America rende l’Europa libera di decidere il proprio destino. Peccato che i rapporti interatlantici e l’integrazione europea siano legati a filo doppio: quando entrano in crisi i primi, entra in crisi anche la seconda. Non promette nulla di buono il fatto che, proprio mentre l’America abbandona il campo, il vicino autoritario, la Russia, sia impegnato a intossicare (con attacchi informatici) le democrazie, a intimidire militarmente i Paesi Nato sul fianco Est, e a favorire le divisioni fra europei: in una Europa divisa e con una America in ritirata l’influenza russa potrebbe crescere in breve tempo. Per chi ha una visione determinista della storia, Trump, con la sua politica estera debole e ondivaga, è solo la ciliegina sulla torta, una manifestazione dell’inevitabile declino americano. Chi non condivide quella visione spera che il prossimo Presidente riesca a porre fine a una assenza troppo lunga e pericolosa.

9. In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, indetta dall'Onu nel 1999, ogni 25 novembre, la presidente della Camera ha voluto che l'Aula di Montecitorio fosse aperta alle sole donne. Sono oltre 1.400 le presenze femminili, provenienti da tutta Italia: sugli scranni ci sono vittime di stupro, violenza domestica e stalking. Ma anche madri di ragazze uccise per mano di chi diceva di amarle.Contro la violenza sulle donne "le leggi non bastano. Il problema è culturale.

DA PAPA FRANCESCO (7): 1.A cento anni dalla morte (avvenuta a Chicago il 22 dicembre 1917) di Francesca Cabrini, santa patrona dei migranti, mistica e donna impegnata per tutta la vita nell’assistenza agli emigranti italiani negli Stati Uniti, è uscito per Marsilio una nuova edizione di «Tra terra e cielo», il libro che ne ricostruisce la vita. La prefazione scritta da Papa Francesco. Quando Leone XIII le aveva detto di rinunciare al suo sogno missionario per occuparsi degli emigrati italiani in America, Francesca aveva obbedito e un mondo le si era spalancato davanti: quello delle centinaia di migliaia di esseri umani che cercavano lavoro e pane lontano dalla propria terra, rischiando in lunghi viaggi spesso pericolosi, in terre sconosciute e ostili. Aveva capito che non si trattava di un fenomeno temporaneo, ma dell’emergere di una nuova epoca storica nella quale la facilità dei moderni mezzi di trasporto permetteva spostamenti di masse ingenti di popolazione, rimodellando così intere parti del globo. Francesca Cabrini aveva capito che non bastava aiutarli materialmente, insegnare loro la lingua del paese di arrivo, curarli se malati: il rispetto di sé, l’identità profonda era legata alla loro radice religiosa, al loro legame con Dio. E lei stessa e le sue suore si sono messe in viaggio per riallacciare questo legame negli uomini che scendevano nelle miniere, nei carcerati, nei ragazzi abbandonati che vivevano nell’illegalità delle periferie urbane. Inserimento nel nuovo paese voleva dire accettazione delle regole e delle leggi, e dignità: questi erano gli obiettivi che voleva far raggiungere a tutti i migranti. Obiettivi che sono validi ancora oggi.Tutto questo fa capire perché proprio una donna è diventata patrona dei migranti, una donna che ha saputo realizzare le qualità proprie femminili — calore, accoglienza, concretezza nel cogliere i bisogni degli altri, sollecitudine gratuita verso i deboli — accanto con una visione d’insieme sui cambiamenti che stavano sconvolgendo il mondo. Una donna che ha saputo unire una grande carità con uno spirito profetico che le ha fatto comprendere la modernità nei suoi aspetti meno positivi, quegli aspetti che coinvolgevano i miserabili della terra e che intellettuali e politici non volevano vedere.

2.«La minaccia di usare le armi nucleari è da condannare con fermezza» come «il loro stesso possesso», perché «la loro esistenza è funzionale a una logica di paura che non riguarda solo le parti in conflitto, ma l’intero genere umano». Papa Francesco parla al simposio internazionale sul disarmo organizzato in Vaticano, nell’aula nuova del Sinodo, davanti sé undici premi Nobel per la Pace, i vertici dell’Onu e della Nato, organizzazioni della società civile e una quantità di rappresentanti diplomatici, tra i quali Russia, Stati Uniti, Corea del Sud e Iran.«Le relazioni internazionali non possono essere dominate dalla forza militare, dalle intimidazioni reciproche, dall’ostentazione degli arsenali bellici. Le armi di distruzione di massa, in particolare quelle atomiche, altro non generano che un ingannevole senso di sicurezza e non possono costituire la base della pacifica convivenza fra i membri della famiglia umana, che deve invece ispirarsi ad un’etica di solidarietà». «Lo sviluppo non si riduce alla semplice crescita economica. Per essere autentico sviluppo, deve essere integrale, il che vuol dire volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo». «Bisogna anzitutto «rigettare la cultura dello scarto e avere cura delle persone e dei popoli che soffrono le più dolorose disuguaglianze, attraverso un’opera che sappia privilegiare con pazienza i processi solidali rispetto all’egoismo degli interessi contingenti».

3. Il Papa ricorda come sia «moralmente lecito rinunciare all’applicazione di mezzi terapeutici, o sospenderli, quando il loro impiego non corrisponde a quel criterio etico e umanistico che verrà in seguito definito «proporzionalità delle cure». Francesco lo dice nel messaggio al convegno sul «fine vita» promosso dalla Pontificia Accademia invocando «un supplemento di saggezza, perché oggi è più insidiosa la tentazione di insistere con trattamenti che producono potenti effetti sul corpo, ma talora non giovano al bene integrale della persona».

4. Papa Francesco è intervenutoalla XXXII Conferenza Internazionale sul tema «Affrontare le disparità globali in materia di salute».«Finché non si risolveranno radicalmente i problemi dei poveri, rinunciando all’autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria e aggredendo le cause strutturali della iniquità, non si risolveranno i problemi del mondo e in definitiva nessun problema. L’iniquità è la radice dei mali sociali. E comunque la scienza e la tecnologia non bastano a dare tutte le risposte».


5. Il Pontefice critica "lo scarso senso di responsabilità da parte di molti conducenti, che sembrano spesso non avvedersi delle conseguenze anche gravi della loro disattenzione (per esempio con l'uso improprio dei cellulari) o della loro sregolatezza".L'occasione della "lezione" del Papa sulla guida è data dall'incontro con dirigenti e personale della direzione centrale per la Polizia stradale e ferroviaria, ricevuti in udienza nella Sala Clementina in occasione dei 110 anni della Polizia ferroviaria e dei 70 anni della Polizia stradale. Sotto accusalo stile di vita, "causato da una fretta e da una competitività - sottolinea il Papa - che fanno degli altri conducenti come degli ostacoli o degli avversari da superare".

6. Il Papail 24 novembre 2017 ha detto: i migranti non sono una minaccia ma un’occasione per un futuro di pace. "Quanti fomentano la paura nei confronti dei migranti, magari a fini politici, anziché costruire la pace seminano violenza".

7. «Grazie per essere arrivato qui da noi». Aung San SuuKyi, Nobel per la Pace e Consigliere di Stato birmana, attraverso il Papa è come si rivolgesse al mondo intero dopo le polemiche sulla tragedia dei Rohingya, la minoranza musulmana che negli ultimi mesi ha subito una durissima repressione, con oltre mezzo milione di profughi cacciati dall’esercito oltre il confine col Bangadesh.«Le comunità religiose del Myanmar hanno un ruolo privilegiato da svolgere. Le differenze religiose non devono essere fonte di divisione e di diffidenza, ma piuttosto una forza per l’unità, per il perdono, per la tolleranza e la saggia costruzione del Paese. Le religioni possono svolgere un ruolo significativo nella guarigione delle ferite emotive, spirituali e psicologiche di quanti hanno sofferto negli anni di conflitto». E così, «attingendo ai valori profondamente radicati, esse possono aiutare ad estirpare le cause del conflitto, costruire ponti di dialogo, ricercare la giustizia ed essere voce profetica per quanti soffrono».

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